Il nome stesso della città allude a una suggestiva caratteristica geologica che ne definisce l'esistenza.
Vito G. / cc by 2.0, via Wikimedia CommonsPietrapertosa
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“Where ancient stones meet the sky in Basilicata's dramatic embrace.”
Pietrapertosa, come nessuno la racconta.
Non le cartoline. Le storie che nemmeno i locali conoscono — sussurrate nel tuo orecchio, proprio dove sono accadute.
Passeggia per un quartiere il cui nome sussurra di un passato lontano e inaspettato.
Le rovine del castello custodiscono più che semplici pietre medievali; rivelano un ingegnoso adattamento al paesaggio.
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AcquistaLa storia di Pietrapertosa
Pietrapertosa, un borgo che sembra scolpito nella roccia delle Dolomiti Lucane, si erge come il comune più alto della Basilicata. Il suo nome, che significa "pietra forata", allude alle drammatiche caratteristiche geologiche che hanno plasmato la sua identità e architettura per millenni. Qui, le case si aggrappano a ripide scogliere, spesso con la roccia che funge da parte integrante delle loro mura, creando un arazzo urbano unico intrecciato con la natura.
Parte del Parco Regionale Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, Pietrapertosa è riconosciuta come uno dei borghi più belli d'Italia. Offre ai visitatori un'immersione profonda nell'autentica Italia rurale, dove stradine tortuose conducono a panorami inaspettati e antiche tradizioni continuano a prosperare in un suggestivo scenario montano.
Oltre al suo aspetto suggestivo, Pietrapertosa è una porta verso l'avventura e la storia. È un luogo dove il passato è palpabile nel quartiere Arabata di influenza saracena e nelle rovine del castello normanno-svevo, e dove il presente offre esperienze adrenaliniche come la zipline "Volo dell'Angelo", che lo collega all'altrettanto affascinante Castelmezzano.
Le origini di Pietrapertosa sono ricche di antichità, con teorie che suggeriscono la sua fondazione da parte dei Pelasgi intorno all'VIII secolo a.C., che cercavano rifugio e costruirono fortificazioni nelle parti basse del paese. I Greci, arrivati dalla costa ionica, influenzarono in seguito l'area, lasciando tracce nella forma anfiteatrale del paese e in toponimi come "La costa di Diana". Seguirono i Romani, che stabilirono un Oppidum e costruirono una fortezza dove ora sorge la Chiesa di San Francesco.
Il borgo assistette poi a una successione di dominatori, tra cui Goti e Longobardi durante le invasioni barbariche. Un significativo periodo di dominio bizantino sotto il signore saraceno Bomar nel X secolo vide la costruzione di molte delle parti più caratteristiche di Pietrapertosa, particolarmente evidenti nel quartiere Arabata, che porta ancora il suo nome saraceno. Questo periodo consolidò l'importanza strategica di Pietrapertosa grazie alla sua posizione dominante sulla Valle del Basento.
L'epoca normanno-sveva migliorò ulteriormente le capacità difensive della città, con il castello ampliato e scavato nella roccia. Pietrapertosa partecipò persino alla rivolta ghibellina contro il Papa nel 1268. Nei secoli successivi, sotto il dominio angioino e aragonese, la città passò di mano a vari signori feudali, tra cui i Tournespé, Burbura, Borbone, Gozzuti, Grappini e Diazcarlons. Il XVI secolo la vide sotto il controllo di famiglie come i Carafa, Aprano, Campolongo, De Leonardis, Suardi, Iubero e Sifola di Trani.
Un evento degno di nota nella sua storia fu la rivolta del giugno 1647 contro le tasse dei signori locali, che portò a una dura repressione e alla trasformazione di molti ribelli più poveri in fuorilegge. Il borgo ebbe un ruolo anche nelle rivolte antiborboniche del 1820 e 1848, e in seguito fu coinvolto nel fenomeno del brigantaggio, con il terreno roccioso che forniva nascondigli ideali per i banditi. Nel 2019, la CNN ha riconosciuto Pietrapertosa come uno dei "20 borghi più belli d'Italia".
Inizia la tua esplorazione nell'antico quartiere Arabata, un labirinto di stradine strette e scalinate scavate nella roccia, che riflette le sue origini saracene. Sali fino alle rovine del Castello Normanno-Svevo, letteralmente integrate nella montagna, per godere di ampie vedute sulle Dolomiti Lucane e sulla Valle del Basento. La salita, sebbene ripida, è ricompensata da panorami sconfinati.
Visita la Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore, un edificio del XIII secolo che ospita un notevole coro ligneo del XVI secolo e vari affreschi. Il Convento di San Francesco, fondato nel 1474, è un altro tesoro culturale, che conserva dipinti di Pietrafesa, un polittico di Giovanni Luce da Eboli e affreschi di Todisco. Non perderti la Chiesa di San Cataldo, una delle chiese più antiche del borgo, situata appena sotto il castello.
Per un'avventura indimenticabile, prova il Volo dell'Angelo, una zipline che collega Pietrapertosa a Castelmezzano, offrendo una prospettiva aerea impareggiabile del paesaggio drammatico. In alternativa, intraprendi un viaggio più terreno lungo il Sentiero delle Sette Pietre, un percorso panoramico che racconta una leggenda locale attraverso installazioni artistiche. L'intero borgo, con le sue case costruite nella roccia e gli antichi canali di raccolta dell'acqua piovana scavati nella pietra, è una testimonianza dell'ingegnosità umana e dell'armonia con la natura.
Pietrapertosa può essere visitata tutto l'anno, ma il clima più piacevole per le attività all'aperto è durante la primavera e l'inizio dell'autunno (maggio, giugno, settembre e ottobre). Le temperature sono miti, perfette per escursioni ed esplorazioni. L'estate (luglio e agosto) può essere calda, con temperature che raggiungono i 30°C, ed è un periodo vivace con feste locali. L'inverno porta temperature più fredde, a volte sotto lo 0°C, con frequenti nevicate, creando un'atmosfera magica e tranquilla.
Pietrapertosa si trova in provincia di Potenza, Basilicata. L'aeroporto principale più vicino dista circa un'ora di macchina. Noleggiare un'auto è altamente raccomandato per esplorare Pietrapertosa e le circostanti Dolomiti Lucane, poiché offre la massima flessibilità per percorrere le strade panoramiche e visitare i paesi vicini come Castelmezzano. Vagando per le parti più antiche del borgo, preparati a salite ripide e strade strette; calzature comode e robuste sono essenziali. Molte case sono costruite direttamente nella roccia e le auto non possono accedere ad alcune delle sezioni più antiche, in particolare al quartiere Arabata. La gastronomia locale offre piatti tradizionali lucani come strascinati e pitteddhe, spesso accompagnati da vini Aglianico.
- Cos'è il "Volo dell'Angelo"?
- Il "Volo dell'Angelo" è un'emozionante esperienza di zipline che collega Pietrapertosa al vicino borgo di Castelmezzano, permettendoti di volare ad alta velocità sopra le Dolomiti Lucane.
- Quanto tempo ci vuole per visitare Pietrapertosa?
- In un giorno, puoi visitare il Castello Normanno, passeggiare per il quartiere Arabata, vedere la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta e fare una breve escursione panoramica nel Parco delle Dolomiti Lucane.
- Pietrapertosa è adatta alle famiglie?
- Sì, Pietrapertosa offre attività adatte alle famiglie, tra cui il Parco Avventura Dolomiti Lucane e sentieri panoramici. Anche il Sentiero delle Sette Pietre è una passeggiata coinvolgente con elementi narrativi.
- Quali piatti locali dovrei provare a Pietrapertosa?
- Assicurati di assaggiare la cucina tradizionale lucana, come gli *strascinati* (un tipo di pasta), le *pitteddhe* (torte salate) e i formaggi locali, spesso accompagnati da vini Aglianico.
- Posso visitare Pietrapertosa e Castelmezzano insieme?
- Sì, i due borghi sono strettamente collegati dalla zipline "Volo dell'Angelo" e dal panoramico Sentiero delle Sette Pietre, rendendo facile visitarli entrambi in un unico viaggio.
- Qual è il significato del quartiere Arabata?
- Il quartiere Arabata è la parte più antica di Pietrapertosa, dal nome dei Saraceni che occuparono l'area nel IX e X secolo. La sua architettura e le stradine strette riflettono questa influenza storica.
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