Il portale principale di Civita di Bagnoregio racconta una silenziosa storia di un'antica ribellione.
Orlando Paride / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia CommonsCivita di Bagnoregio
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“A fragile Italian village, suspended between sky and earth, living on borrowed time.”
Civita di Bagnoregio, come nessuno la racconta.
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Sotto la città, un passaggio rivela un legame con i primi abitanti di Civita e un ruolo sorprendente nella storia più recente.
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AcquistaLa storia di Civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio, spesso definita "La Città che Muore", è un affascinante borgo italiano che sembra sfidare la gravità. Situato in cima a un altopiano di friabile tufo vulcanico, è accessibile solo tramite un lungo e stretto ponte pedonale che attraversa un vasto canyon. Questo drammatico isolamento ha preservato il suo carattere medievale, offrendo ai visitatori uno sguardo su un'epoca passata. Il villaggio è un incanto di edifici in pietra, vicoli fioriti e ampie viste sulla Valle dei Calanchi, un paesaggio unico di formazioni argillose.
Nonostante il suo suggestivo soprannome, Civita di Bagnoregio è tutt'altro che un paese fantasma. Sebbene la sua popolazione permanente sia ridotta, a volte solo 11 residenti, è animata dalla vita grazie a un flusso costante di turisti attratti dalla sua bellezza senza tempo e dalla sua storia unica. Il biglietto d'ingresso, introdotto nel 2013, contribuisce a finanziare gli sforzi di restauro in corso per proteggere il villaggio dall'erosione implacabile che minaccia la sua stessa esistenza. Visitare Civita è un'esperienza che trascende la semplice visita turistica; è un viaggio in un luogo dove la storia si aggrappa alla scarpata e ogni pietra racconta di resilienza e dell'inesorabile potere della natura.
Dalle Radici Etrusche alla "Città che Muore"
La storia di Civita di Bagnoregio risale a oltre 2.500 anni fa, con origini saldamente radicate nella civiltà etrusca. Gli Etruschi fondarono la città intorno al 500 a.C., posizionandola strategicamente su un altopiano vulcanico che domina la valle del fiume Tevere. Questa posizione offriva vantaggi difensivi e la collocava lungo importanti rotte commerciali. Prove della presenza etrusca rimangono ancora oggi, tra cui una necropoli e la Grotta di San Bonaventura, un'antica tomba a camera.
Dopo il dominio etrusco, Civita passò sotto il controllo romano, goto, longobardo e papale. Ai Longobardi, infatti, si attribuisce il nome dell'area "Balneum Regis", che significa "il bagno del re", a causa della presenza di sorgenti termali terapeutiche. Nel XII secolo, la città ottenne lo status di libero comune, pur rimanendo sotto l'influenza della vicina Orvieto. Fu anche la culla di San Bonaventura, un importante filosofo e frate francescano del XIII secolo.
Il declino di Civita di Bagnoregio iniziò nel XVI secolo, quando il suo ex sobborgo, Bagnoregio, iniziò a oscurarla. Un punto di svolta importante fu il devastante terremoto del 1695, che causò danni significativi e accelerò lo spopolamento della città. Questa attività sismica, unita alla continua erosione da parte di due corsi d'acqua, pioggia e vento, ha rimodellato incessantemente il paesaggio. La roccia tufacea vulcanica su cui sorge Civita è intrinsecamente friabile, poggia su una base di argilla altamente suscettibile all'erosione, portando a frequenti frane. Gli esperti stimano che Civita perda circa 7 cm di roccia all'anno ed è ora solo circa un terzo delle sue dimensioni originali. Questa continua instabilità geologica le è valsa il toccante soprannome di "Città che Muore".
Attraversando il ponte pedonale, la Porta Santa Maria, un portale medievale ornato da leoni che stringono teste umane, vi dà il benvenuto a Civita. Passeggiate per le strette vie lastricate in pietra per scoprire la Chiesa romanica di San Donato nella piazza principale, restaurata nel XVI secolo. All'interno, potreste trovare un crocifisso ligneo della scuola di Donatello.
Esplorate il piccolo Museo Antica Civitas, ospitato all'interno di una residenza, o addentratevi nella Grotta di San Bonaventura, un'antica tomba a camera scavata nel tufo. Il Museo Geologico e delle Frane, situato nel Palazzo Alemanni, offre spunti affascinanti sulle uniche sfide geologiche della città. Ammirate i panorami mozzafiato sulla circostante Valle dei Calanchi, spesso descritta come un "paesaggio lunare", da vari punti del borgo, incluso il Belvedere. Negozi di artigianato offrono prodotti locali, e incantevoli ristoranti e trattorie offrono l'opportunità di gustare piatti della tradizione italiana.
La primavera (da aprile a giugno) è il periodo ideale per visitare Civita di Bagnoregio, con temperature miti, natura in fiore e un numero moderato di turisti. Mentre l'estate (luglio e agosto) porta lunghe giornate di sole, è anche il periodo più affollato con temperature più elevate e più gente. Se visitate in estate, considerate di arrivare presto (tra le 8:00 e le 9:00) o tardi (dopo le 19:00) per evitare il caldo e la folla. Scarpe comode sono essenziali, così come un cappello e una borraccia durante i mesi più caldi, a causa della notevole quantità di cammino richiesta, incluso il ripido ponte. Dicembre offre un'esperienza fredda e ventosa, con temperature comprese tra 3-11°C.
Civita di Bagnoregio è accessibile solo a piedi attraverso un ponte pedonale di 300 metri dall'adiacente comune di Bagnoregio. Se guidate, dovrete parcheggiare a Bagnoregio; seguite le indicazioni per Civita per le aree di parcheggio. Di solito c'è una tariffa di parcheggio di circa 1€ all'ora. Un bus navetta è disponibile dal parcheggio alla base del ponte per 1€ andata e ritorno, anche se potete anche percorrere i 15-20 minuti a piedi.
Un biglietto d'ingresso a Civita di Bagnoregio aiuta a sostenere gli sforzi di conservazione della città. Costa 3€ nei giorni feriali e 5€ nei fine settimana e nei giorni festivi. I bambini sotto i 6 anni, le persone con disabilità e gli ospiti delle strutture ricettive all'interno di Civita possono entrare gratuitamente. I biglietti possono essere acquistati presso l'infopoint fuori Civita. La città è generalmente aperta dalle 8:00 alle 20:00. Si consiglia di portare spiccioli per il parcheggio e la navetta.
- Perché Civita di Bagnoregio è chiamata "La Città che Muore"?
- Civita di Bagnoregio è soprannominata "La Città che Muore" a causa della continua erosione della roccia tufacea vulcanica su cui poggia. Questa instabilità geologica, causata da corsi d'acqua, pioggia, vento e attività sismica, porta a frequenti frane e a un graduale restringimento della massa terrestre della città.
- Come si arriva a Civita di Bagnoregio?
- Civita di Bagnoregio è accessibile solo tramite un ponte pedonale. Potete guidare fino a Bagnoregio, parcheggiare l'auto (a pagamento) e poi camminare fino al ponte (circa 15-20 minuti) o prendere una navetta a pagamento fino alla base del ponte.
- C'è un biglietto d'ingresso per Civita di Bagnoregio?
- Sì, c'è un biglietto d'ingresso per Civita di Bagnoregio. Costa 3€ nei giorni feriali e 5€ nei fine settimana e nei giorni festivi. Questa tariffa contribuisce alla manutenzione e alla conservazione della città.
- Quali sono gli orari di apertura per visitare Civita di Bagnoregio?
- La città è generalmente aperta ai visitatori dalle 8:00 alle 20:00. L'ingresso prima delle 8:00 o dopo le 20:00 è solitamente gratuito.
- Posso pernottare a Civita di Bagnoregio?
- Sì, ci sono strutture ricettive bed and breakfast all'interno di Civita di Bagnoregio, e gli ospiti che vi soggiornano sono esentati dal biglietto d'ingresso mostrando la conferma della prenotazione.
- Che tipo di attrazioni si possono trovare a Civita di Bagnoregio?
- Le attrazioni includono la Chiesa romanica di San Donato, il Museo Geologico e delle Frane, il Museo Antica Civitas e la Grotta di San Bonaventura. L'attrazione principale è l'architettura medievale unica, i vicoli affascinanti e le viste panoramiche sulla valle circostante.
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