Furore è conosciuto come 'il paese che non c'è', ma c'è una ragione specifica per cui la sua caratteristica più famosa sembra così ultraterrena.
Mess / cc by-sa 3.0, via Wikimedia CommonsFurore
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“Where the sea's force carved a gorge, and art found a home.”
Furore, come nessuno la racconta.
Non le cartoline. Le storie che nemmeno i locali conoscono — sussurrate nel tuo orecchio, proprio dove sono accadute.
I colorati murales che adornano gli edifici di Furore non sono solo decorativi; facevano parte di un piano deliberato per rendere visibile il paese 'inesistente'.
Una rinomata attrice italiana cercò riposo e amore a Furore, e la sua ex casa ora racconta una storia di passione e di un drammatico piatto di pasta.
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AcquistaLa storia di Furore
Furore, un borgo scolpito drammaticamente nella aspra Costiera Amalfitana, sfida le convenzioni. Spesso chiamato 'il paese che non c'è', manca di una piazza tradizionale o di case raggruppate. Invece, le sue colorate dimore si aggrappano alla ripida parete rocciosa, sparse tra vigneti terrazzati e limoneti, creando un paesaggio etereo.
Nel suo cuore si trova il Fiordo di Furore, una gola profonda e stretta dove il mare incontra drammaticamente la terra, attraversata da un imponente ponte. Questa meraviglia naturale, patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1997, è una testimonianza della forza bruta della natura e della resilienza dell'insediamento umano. Furore è un luogo dove arte, storia e natura si intrecciano, offrendo un'esperienza singolare e indimenticabile sulla celebrata costa italiana.
## Origini Antiche e un Nome Feroce La storia di Furore inizia con i Romani, tra i primi a insediarsi in questa località naturalmente fortificata. Il suo antico nome, 'Terra Furoris' o 'Terra della Furia', derivava dal fragoroso ruggito delle onde del mare che si infrangevano nel fiordo durante le tempeste. Questa drammatica conformazione geofisica, con i suoi pendii rocciosi e le profonde insenature, forniva un rifugio naturale, offrendo riparo da invasori come i Saraceni.
## Un Borgo di Amalfi e le Prime Industrie Inizialmente un borgo della potente Repubblica Marinara di Amalfi, la posizione strategica di Furore lo rese un punto di collegamento cruciale tra la costa e l'entroterra. Alcuni resoconti suggeriscono che i suoi primi abitanti fossero esuli da Amalfi, in cerca di sicurezza in questo paesaggio impenetrabile. Il fiordo stesso fungeva da eccellente porto naturale, favorendo una fiorente economia basata sull'artigianato, l'allevamento ovino, il commercio e la marineria. Il torrente Schiato, che ha scavato il fiordo, alimentava anche le prime industrie come cartiere e mulini, con resti come lo 'Stenditoio' (per l'asciugatura della carta) ancora visibili oggi.
## Il 'Paese che non c'è' e la sua Rinascita Artistica Per secoli, Furore rimase in gran parte inosservato, le sue case sparse e l'assenza di una piazza centrale gli valsero il soprannome di 'paese che non c'è'. Questo iniziò a cambiare negli anni '80, quando il poeta e scrittore locale Raffaele Ferraioli, in qualità di sindaco, intraprese una missione per portare Furore a un più ampio riconoscimento. Concepì il progetto 'Muri d'Autore', invitando artisti italiani e internazionali ad adornare i muri del villaggio con colorati murales. Questa iniziativa trasformò Furore in una galleria d'arte a cielo aperto, celebrando la sua storia e le sue tradizioni e rendendolo membro dell'Associazione Italiana delle Città Dipinte.
## Patrimonio UNESCO e Musa Cinematografica Dal 1997, Furore, insieme al resto della Costiera Amalfitana, è riconosciuto come patrimonio mondiale dell'UNESCO. La sua bellezza unica ha anche affascinato i cineasti, fungendo in particolare da suggestiva ambientazione per il film L'Amore di Roberto Rossellini del 1948, con Anna Magnani, che acquistò persino una casa nel villaggio.
La caratteristica centrale di Furore è il Fiordo di Furore, un drammatico insenatura naturale scavata dal torrente Schiato. Scendi gli circa 200 gradini dalla strada costiera per raggiungere la sua piccola spiaggia di ciottoli, sotto l'imponente ponte alto 30 metri. Qui, puoi nuotare nelle acque incredibilmente blu, sebbene più fresche.
Sopra il fiordo, il villaggio sparso di Furore rivela il suo fascino attraverso le Case Dipinte. Questi colorati murales, creati da artisti internazionali, trasformano il villaggio in un museo a cielo aperto, narrando le sue storie e tradizioni. Esplora le chiese storiche, come la Chiesa di San Giacomo Apostolo dell'XI secolo, che contiene affreschi recentemente scoperti della scuola di Giotto, e la Chiesa di Sant'Elia, nota per le sue interessanti stratificazioni geologiche.
Per gli appassionati di vino, una visita alla Cantina Marisa Cuomo è essenziale. Questa rinomata cantina è famosa per la sua 'viticoltura eroica' e i suoi vini pluripremiati, tra cui il pregiato Fiorduva, prodotto da viti che si aggrappano alle ripide scogliere terrazzate. Gli appassionati di escursionismo possono esplorare sentieri come il Sentiero della Volpe Pescatrice, che offre ampie vedute mentre scende verso il fiordo. L'Ecomuseo del Fiordo, situato nell'antico mulino di carta, offre uno spaccato dei mestieri preindustriali e della diversità botanica della zona, con un giardino di erbe aromatiche.
Il periodo migliore per visitare Furore è durante la primavera (maggio, giugno) o l'inizio dell'autunno (settembre, ottobre), quando il clima è mite e piacevole e la folla è minore. Questi mesi offrono una luce ideale per la fotografia e temperature confortevoli per l'esplorazione. Mentre l'estate (luglio, agosto) porta temperature calde perfette per nuotare, la spiaggia del Fiordo di Furore può essere affollata e il sole illumina il fondale del fiordo solo per poche ore a metà giornata.
Raggiungere Furore può essere un po' complicato a causa della sua topografia unica. Guidare è possibile, ma i parcheggi sono estremamente limitati, specialmente vicino al Fiordo di Furore. Spesso si consiglia di parcheggiare nelle città vicine come Praiano o Amalfi e prendere un autobus. L'autobus SITA sulla linea Amalfi-Positano ha una fermata direttamente sul ponte che attraversa il fiordo.
Per accedere alla spiaggia del Fiordo di Furore, preparati a scendere circa 200 gradini dalla strada costiera (SS163). La spiaggia è gratuita, ma non ci sono servizi come bar o docce, quindi porta la tua acqua, snack e scarpette da scoglio per la riva ciottolosa. Il sole raggiunge la spiaggia solo tra le 11:00 e le 14:30 circa, quindi pianifica la tua visita di conseguenza se desideri prendere il sole. Scarpe comode sono essenziali per navigare i ripidi sentieri e le scale in tutto il villaggio.
- Perché Furore è chiamato 'il paese che non c'è'?
- Furore è conosciuto come 'il paese che non c'è' perché, a differenza della maggior parte dei villaggi italiani, manca di una piazza centrale o di un insediamento raggruppato. Le sue case sono sparse lungo le ripide scogliere e le strade tortuose.
- Il Fiordo di Furore è un vero fiordo?
- Nonostante il nome, il Fiordo di Furore non è un vero fiordo di origine glaciale. È una 'ria', una profonda gola costiera scavata dal torrente Schiato, che lo rende una formazione geologica unica sulla Costiera Amalfitana.
- Si può nuotare nella spiaggia del Fiordo di Furore?
- Sì, è possibile nuotare nella spiaggia del Fiordo di Furore. L'acqua è generalmente più fredda rispetto alla costa aperta perché la luce solare raggiunge il fondo solo per poche ore al giorno.
- Come si arriva alla spiaggia del Fiordo di Furore?
- Per raggiungere la spiaggia del Fiordo di Furore, è necessario scendere circa 200 gradini dall'autostrada costiera (SS163). C'è una fermata dell'autobus SITA direttamente sul ponte sopra il fiordo.
- Qual è il momento migliore per visitare Furore per la luce solare nel fiordo?
- Il sole illumina il fondale del Fiordo di Furore solo tra le 11:00 e le 14:30 circa. Per la migliore luce per le foto dell'acqua turchese, punta alle 11:30 circa.
- Cosa sono le 'case dipinte' di Furore?
- Le 'case dipinte' sono una collezione di colorati murales e sculture che adornano le pareti esterne degli edifici di Furore. Questa galleria d'arte a cielo aperto è stata avviata negli anni '80 per celebrare l'identità e la storia del villaggio.
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